sabato 17 giugno 2017

Sonetto scientista amoroso

Sonetto scientista amoroso

Un sogno, forse veglia, la mattina,
disfatta sopra il letto mi sorprende:
carezza tormentosa ne discende
e viene al suo piacer forte e vicina.

Amor, che fa tuonar l’ossitocina,
lievissimo le membra mi distende;
amore, che all’ipofisi s’apprende
e ratto si discioglie in endorfina,

amore, che si fa neuropeptide,
endogeno creando il paradiso;
è pelle che dolcissima si pasce

d’un senso che ne muore e ne rinasce
e il mondo fa di sé del tutto intriso;

e va, sospira, guarda, spera e ride.

lunedì 12 giugno 2017

Sistemi elettorali

Persa come sono tra maggioritari, proporzionali, uninominali, soglie di sbarramento, doppio turno e altre caratteristiche dei sistemi elettorali in uso nelle moderne democrazie, mi sono permessa di riassumere alcune idee che mi sono venute in mente su come si potrebbe fare qui da noi. Sono sistemi facili e di immediata comprensione per l’elettore italiano, che come è noto è sempre in bilico tra Dewey, Kelsen e il gol di Turone.

SISTEMI ELETTORALI

Mondialicum: sei gironi all’italiana, passano il turno i primi due candidati, ripescaggio dei quattro migliori terzi; si passa quindi alla fase a eliminazione diretta. Prevista la telecronaca di Caressa con commento tecnico di Zagrebelsky (solo per abbonati SKY. Gli altri si tengono la diretta di Mentana)

Sanremellum: previste due differenti classifiche, i Big e le Nuove Proposte, per i due rispettivi rami del Parlamento (che saranno all’uopo rinominati in seguito a opportuna legge di riforma costituzionale). Il vincitore di ciascuna categoria viene eletto tramite televoto e un ballottaggio con Albano Carrisi. Prevista l’assegnazione di un premio della critica che determina l’attribuzione di 1/5 dei seggi in ciascuna sezione; al vaglio dei costituzionalisti la legittimità di una soglia di verifica per la notorietà post elettorale (il cosiddetto “Emendamento Jalisse”)

Evangelicum: sistema elettorale per cui gli ultimi saranno i primi. Prevista una clausola di salvaguardia per chi volesse restare ultimo ma comunque partecipare in modo dirimente alle discussioni e alle delibere

Ricorsellum: il risultato elettorale è valido solo se riconosciuto dal TAR del Lazio

Decoubertinellum: sistema elettorale per cui l’importante è partecipare, così poi non perde nessuno

Superenalotticum: i seggi vengono assegnati per estrazione, ma è possibile scommettere sui numeri ritardatari

E ricordate in ogni caso di leccare le matite e di fotografare la scheda elettorale per condividere l’immagine sui Social Network con citazioni spurie di Pericle e Sandro Pertini.


Democrazia è partecipazione!

mercoledì 17 maggio 2017

Darwin, Einstein, Freud

...che non è il titolo del prossimo libro di Hofstadter, ma sono tre sonetti dedicati a tre autori che hanno cambiato il mondo.


DARWIN
Generazioni esauste, vi si vede
nel corso multiforme della vita,
nel far di speciazione la partita
che in questo mondo ha posto senso e sede.
Per selezione così si richiede:
è variazione sì bella, infinita,
che volle questa o quella favorita,
e foste predatori e foste prede;

e foste chi gamete, ed altri spora,
solo al mutare voi foste fedeli,
spartiti da un comune genitore.
Comincia questa vita dall’errore,
si cambia la frequenza degli alleli
e tutto si rimuta e vive ancora.

EINSTEIN
Pensiero nella mente si sconquassa,
pensiero in cui s’immerge la natura:
d’identità sostiene la fattura
d’inerzia e gravità, quale s’ammassa
nell’universo intero, e tutto passa,
così vuol che si mostri finché dura.
E muta si promana curvaura
di spaziotempo dotato di massa:
d’un’equazion di campi si conviene
che metrica designi; curve e mondi,
sistemi ed osservati, osservatori
cui l’universo inerte si mantiene,
e qui par che la mente si sprofondi,
e subito s’innalza ai suoi tremori.


FREUD
S’è schiuso l’occhio, pigro inquisitore,
sui fatti dell’inconscio che si pensa;
sulle pulsioni il corpo si raddensa,
della morale interroga il valore.
Di soluzioni confuso esattore,
si domina, si scorna nell’intensa
interna lotta infame, sempre immensa,
e seguita a cercarsi, ama e muore.
Son totem, e tabù, e fissazioni,
impulsi sublimati e poi furiosi,
ed intenzioni crude, spesso ladre;
e poi son solamente rimozioni,
e dure, impudicissime nevrosi,
e vita e sogni. E taccio della madre.

mercoledì 3 maggio 2017

La stipsi d'Ermengarda

La stipsi d’Ermengarda

Scosse le chiappe morbide
sull'affannoso peto,
lì sulla pelvi, e ruvida
la pelle in quel segreto,
siede la pia, col tremolo
foro cercando il ciel.
Cessa il compianto: unanime
s'innalza una preghiera:
calata in su la gelida
tazza, una man leggiera
sulla superba natica
stenda di carta un vel!
Ahi! nelle insonni tenebre,
pei bagni solitari,
nel gran penar dei visceri,
ai supplicati altari,
al defecar tornavano
gl'irrevocati dì;
quando ancor cara, improvida
d'un avvenir mal fido,
ebbra posò le livide
terga sul sacro lido,
e senza l’agre coliche
invidïata uscì:
or va, col volto cereo,
il bianco cul sudata,
volendo all’acque scorrere
la cacca affaccendata,
ma china in tal ceramica
si vede il suo patir;
mai dietro a lei la furia
di penduli fumanti;
e lo sbandarsi, e il rapido
redir dei fianchi ansanti;
né può dai magri triboli
l'irto prodotto uscir;
né la battuta polvere
rigar di sterco, colto
d’intestinale spasimo.
Alle sue terga il volto
repente volge, pallida
d'amabile terror.
Oh Mossa errante! oh tepidi
lavacri d'Aquisgrano!
Ove, deposto l'orrido
l’ascoso deretano,
scendea del culo a tergere
il nobile sudor!
Un dì, rugiada al cespite
dell'erba inaridita,
fresca negli arsi calami
fe’ rifluir la vita,
che verdi ancor risorgono
nel temperato albor;
Quale pensier! Per stipsi
nel far di più fatica,
le manca il refrigerio
perfino alla vescica,
e il cul si svelle ai tremiti
patendo d’altro afror.
Ma come il sol che reduce
l'erta infocata ascende,
e con la vampa assidua
l'immobil aura incende,
risorti appena i gracili
steli riarde al suol;
ratto così dal tenue
ch’è lume intestinale
torna a dannarsi l'anima
e spinger le fa male,
e le sviate immagini
richiama al noto duol.
Sgombra, o gentil, dall'ansia
quel ventre che s’imballa;
leva all'Eterno un candido
pensier d'offerta, e falla:
nel suol che dee le tenere
tue feci ricoprir,
altri escrementi giacciono,
che il duol consunse; orbati
da sforzi gli occhi, e viscere
indarno stimolate,
terga che alfin si videro
trafitte impallidir.
Il perieneo ti geme
per l’aspra ormai discesa,
cui fu prodezza il numero,
cui fu ragion l'offesa;
e poco il sangue, gloria
di tal fragilità;
sì ti costrinse ragade,
sventura in fra gli oppressi.
Falla, stavolta, e placida;
scendi a goder nei cessi:
alle incolpate viscere
nessuno insulterà.
Spingi; e la faccia esanime
si ricomponga in pace;
com'era allor che improvida
d'un avvenir fallace,
lievi pensieri stitici
solo pingea. Così
dalle squassate natiche
si svolge il patimento,
e sulle gote imporpora
alfine un godimento.
Al pio colon l’augurio
di più sereno dì.


Elena Tosato e Alessandro Manzoni, 3 maggio 2017

martedì 18 aprile 2017

Wu

Umberto Tozzi e la fisica delle particelle elementari in una famosa canzone-esperimento sulla violazione della parità.
WU
(pa, parità, parità, paritappappappappà, parità, parità...)
Wu, che cos’è parità?
c’è il Cobalto in scena e Wu
spiega come si fa;
debole la forza, a Wu
un neutrone va giù in un elettrone, un
nu*, e un protone; ci sei?
stiamo decadendo.
Wu preparava lo sai
un sistema strano;
in più, ma va là, come mai,
con lo spin rivolto in su;
è simmetrico dài
per la riflessione e
Wu, ch’è più saggia che mai
sa polarizzare
in su tutti gli atomi, Wu,
ha così una marcia in più
ed un po’ di follia,
quanto basta perché Wu
tutti gli atomi dia
in un campo esterno
B; manterrà
tutta la polarizzazione.
Cambierà il segno della parità;
chi sta contando sa perché
d’un verso trova molti più “e”
ed il sistema evolverà
mentre il Cobalto cade giù
l’asimmetria si mostra un po’
nel gelo che si sente nel clou
e ce lo spiega Wu
(parità, parità, paritappappappappà, parità, parità...)
Wu dice molto di più,
dice pur come si fa
quanto all’elicità:
levogiro è sempre il nu,
in natura si dà
destrogiro l’anti-nu,
e lo è per virtù
del lavoro che fa Wu
-----
* è un antineutrino, in realtà. Passatemi la licenza poetica che se no mi saltava il metro.

Antinomia

I grandi duetti della canzone filosofica.
Immanuel Kant e i Cugini di Campagna presentano

ANTINOMIA

Andava la ragione per la strada
e sempre la dialettica seguì,
la mente in alto di chi il mondo indaga
e oltre ai sensi volle andar così.

Dell’anima l’idea voleva intesa
totale dei fenomeni di qui;
sul mondo esterno poi s’era distesa
su Dio tutto fondava, come mai?

Conoscere voleva l'intelletto
sento la metafisica ch’è in me
del tutto un desiderio m’ha costretto
e v’è contraddizione qui con me.

Antinomia, questa è casa tua
t’indagherà soltanto la Ragione Pura
Antinomia, quest’istanza tua
è dir che vera e pure falsa sei già tu

Io ti dirò soltanto “Osa sapere”,
la causa prima e poi la libertà,
che cosa si divida o sia complesso,
se il mondo sia finito oppure no.

Antinomia, questa è casa tua
t’indagherà soltanto la Ragione Pura
Antinomia, quest’istanza tua
è dir che vera e pure falsa sei già tu

Antinomia, questa è casa tua
t’indagherà soltanto la Ragione Pura
Antinomia, quest’istanza tua
è dir che vera e pure falsa sei già tu

(edizione critica di Elena Tosato)

sabato 4 marzo 2017

Silenzio

endecasillabi sciolti (o quasi)

Oggi il rumore procede vorace:
lanugine densissima che ronza,
percosso e senza dubbi mai, fortuna
che in sé bestemmia e canta e dice,
e intera la mia testa gli soggiace:
d’un buco solitario di silenzio
staccato a morsi crudi, rarefatti,
passa il respiro, si guarda d’attorno,
divelle un poco ere di parole
murate, rifinite, già contratte.
Il buco si fa solido e capace:
è schiocco rinsecchito di mascella,
gesticola, s’industria, si fa segno,
poi svolta su se stesso, e tutto tace.