martedì 10 marzo 2015

Il tempo è galantuomo

Il Novecento è stato un secolo ossessionato dal concetto di Tempo, fino a subire lo smacco della definizione Hobsbawniana di Secolo Breve: ma di tempi se ne sono visti di tutti i tipi, e spesso erano pensieri incredibilmente profondi.
Qualche esempio in ordine sparso tra i primi che mi vengono in mente:

- il tempo perduto di Marcel Proust
- il tempo nella misura della complessità di un algoritmo
(O grande, O grande, O grande come te sei O grande solamente tu, cantava Mina programmando)
- il tempo come parametro, non come osservabile, in meccanica quantistica non relativistica
- il tempo come dimensione del cronotopo nella teoria della relatività, e i relativi paradossi
- i problemi sull'origine dell'universo in cosmologia
- le speculazioni sulle teorie fondamentali che non contengono il tempo
- la valorizzazione economica del concetto di tempo libero
- lo studio sull'accorciamento dei telomeri
- "Suonala Sam. Suona Mentre il tempo passa."


... eppure c'è ancora chi ritiene che nel Novecento le cose più interessanti su questo concetto le abbia dette Heidegger con il suo tempo come modalità dell'esserci dell'essere.
Il tempo è un trattino rosa tra le parole Da-Sein.

Che dire. Diamo tempo al tempo.


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