mercoledì 7 settembre 2016

Quartine romane


Urbe di quello che fece er cucchiaio,
capitolino ed immenso carnaio,
tacito al clero fai salvadanaio,
e d’onorevoli reggi un migliaio!

S’attizza l’avvocato col notaio,
il traffico è l’eterno termitaio,
dal minister cronometran l’ovaio,
ovunque ci si giri spunta un guaio.

Or ti sorprende novello vespaio
di quei che s’arroccavano in solaio
per il voler del loro pifferaio
che si credeva al Diciotto Brumaio.

E d’onestà si vollero il vivaio,
siamo dei santi, sì, ma senza il saio!
Qual tonno in scatola l’apre l’acciaio
farem del parlamento un rottamaio!

Promesse che ogni dì fa il marinaio!
Ecco che spunta la mail a Di Maio:
ma lui non la capisce. Presto, un aio!
Soccorra un precettor, che dico, un paio!

Ma che figura da cioccolataio!
Si riempie delle scuse il calamaio,
s’aizza ancor di strepiti il pollaio.
Speriamo non arrivino a gennaio.

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